Temi
Viticoltura Protezione delle colture

Impiego di cannoni e irroratrici a lancia in viticoltura

Con il Piano d'azione per la riduzione del rischio e l'utilizzo sostenibile di prodotti fitosanitari del 2017, il Consiglio federale ha deciso che in 10 anni i rischi legati all’impiego di prodotti fitosanitari (PF) devono essere dimezzati e l'uso dei PF deve diventare più sostenibile. Oltre a numerose altre misure, anche questa scheda tematica contribuisce a questo obiettivo.

Sommario

Introduzione

Le irroratrici a lunga gittata, come le irroratrici a lancia e gli atomizzatori con getto a cannone, tra i quali si annoverano la testata «getto cannone» della ditta Cima e lo «Speedair 400» della ditta Berthoud, sono utilizzati nella viticoltura svizzera principalmente per trattare i vigneti declivi.

Queste irroratrici consentono di effettuare trattamenti a lunga distanza. Tuttavia, proprio a causa della loro lunga gittata, se utilizzate in modo improprio possono comportare un rischio di deriva maggiore rispetto ad altre irroratrici.

La presente scheda tematica illustra le buone pratiche per utilizzare questo tipo di irroratrici in modo da ottenere la migliore protezione possibile della coltura, garantendo la protezione della fauna e della flora circostanti nonché evitando rischi per gli utilizzatori, il vicinato, terze persone e le acque superficiali.

Definizioni

Irroratrice a lancia

Sinonimi: gun, irroratrice ad alta pressione, pistola per trattamenti, lancia per irrorazione.

Il trattamento con l’irroratrice a lancia viene effettuato manualmente su una distanza massima di 10 m. In generale si tratta di modelli a pressione e quindi a getto proiettato. Alcuni modelli, però, sono a getto portato, quindi dotati di un flusso d’aria aggiuntivo. 

Tank, Pumpe und Schlauch für die Gun-Behandlung auf einem Lieferwagen; Fotos: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
Serbatoio, pompa e tubo per il trattamento con irroratrice a lancia su un furgone;
Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
Tank, Pumpe und Schlauch für die Gun-Behandlung auf einer Motorkarre; Fotos: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
Serbatoio, pompa e tubo per il trattamento con irroratrice a lancia su una motocarriola;
Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi

Cannone  

Sinonimo: atomizzatore con getto a cannone.

Questo atomizzatore pneumatico, dotato di una ventola radiale e di una testata regolabile, consente di distribuire la poltiglia su lunghe distanze (15-30 m).

Esistono molti tipi di cannoni. In Svizzera si utilizzano soprattutto modelli pneumatici, ma esistono anche modelli a pressione con getto portato e ugelli. Nella presente scheda tematica vengono descritti i dispositivi utilizzati per il trattamento simultaneo su distanze di 15-30 m, ma non quelli che, pur chiamandosi anch’essi «cannoni scavallanti», raggiungono soltanto una distanza di trattamento di 2-8 m. Questi ultimi spesso consentono di trattare soltanto da due a quattro filari alla volta, con il getto sempre perpendicolare ad essi.

Sprühkopf «Kanonenstrahl T.GC (50_55)» von Cima; Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
Atomizzatore pneumatico portato con testata «getto cannone T.GC (50_55)» della ditta Cima, Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
Atomizzatore pneumatico portato «Speedair 400» della ditta Berthoud, Foto: www.berthoud.com

Esecuzione del trattamento

Nell’articolo 61 dell’Ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF) è sancito l’obbligo di diligenza. Secondo tale obbligo, chi utilizza i prodotti fitosanitari o i loro scarti deve provvedere affinché non abbiano effetti collaterali inaccettabili sugli esseri umani, gli animali e l’ambiente.

Requisiti di distanza dagli oggetti protetti

Per ridurre al minimo il rischio di deriva, quando si utilizzano irroratrici a lunga gittata, l’ideale è eseguire il trattamento dando la schiena agli oggetti protetti. Se possibile, il trattamento deve essere effettuato verso l’interno della particella.

Attenzione: è necessario rispettare i requisiti di distanza dagli oggetti protetti stabiliti per il singolo prodotto fitosanitario e le misure di riduzione del rischio di deriva. Maggiori informazioni sono disponibili nella scheda tematica di AGRIDEA «Limitare la deriva e il dilavamento dei prodotti fitosanitari in viticoltura».

Disegno: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
  1. Idealmente non trattare verso l’esterno della particella.
  2. Non trattare troppi filari in una sola volta.
  3. OK: il trattamento è eseguito verso l’interno della particella.
  4. OK: vengono trattati solo due filari (per lato) alla volta.

Distanza dalla parete fogliare

Maggiore è la distanza tra l’irroratrice e la coltura, maggiore è il rischio di deriva e minore è l’efficacia del trattamento. Pertanto, per eseguire un buon trattamento, è necessario avvicinarsi il più possibile alla parete fogliare.

Irroratrice a lancia: l’ideale è trattare al massimo due filari alla volta a bassa pressione (circa 20 bar) e con un volume ridotto. Questo migliora la precisione e la qualità del trattamento e evita che il prodotto goccioli. Soprattutto nella seconda metà della stagione è importante non trattare troppi filari contemporaneamente.

Cattive pratiche fitosanitarie
Cattive pratiche: getto verso l’esterno della parcella e molto distante dalla parete fogliare;
Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
Buone pratiche fitosanitarie
Buone pratiche: andare il più vicino possibile alla parete fogliare e trattare verso l’interno della parcella;
Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi

Dilavamento

Con le irroratrici a lunga gittata la quantità di prodotti fitosanitari che cade al suolo è generalmente maggiore rispetto a quella correlata all’utilizzo dei classici atomizzatori assiali o a spalla. Per ridurre il rischio di dilavamento si raccomanda, se possibile, di inerbire l’interfila o di adottare altre misure di riduzione del dilavamento. Maggiori informazioni sono disponibili nell’opuscolo di AGRIDEA «Limitare la deriva e il dilavamento dei prodotti fitosanitari in viticoltura».

Bewachsener Rebberg; Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi
Vigneto di collina inerbito; Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi

Condizioni ambientali

Con l’irroratrice a lancia, l’alta pressione trasferisce una forte energia cinetica alle goccioline che possono così raggiungere distanze maggiori. Questo sistema, a seconda dell’apertura dell’ugello, produce gocce piuttosto grandi e consuma un grande volume di poltiglia.

Con i cannoni, invece, per ottenere una lunga gittata, è necessario produrre un flusso d’aria mirato molto elevato. I sistemi pneumatici a basso volume basati sul cosiddetto «effetto Venturi» producono goccioline di diametro molto ridotto (ca. 100-150 µm). Le caratteristiche delle goccioline (piccole e leggere) e il tempo di permanenza nell’aria più lungo fanno sì che il rischio di deriva aumenti notevolmente già in presenza di vento leggero.

Anche per questi motivi, è fondamentale adattarsi alle condizioni ambientali.

Velocità e direzione del vento

Se possibile, trattare in assenza di vento. I trattamenti sono da evitare se il vento soffia a più di 5 km/h e sono vietati se il vento supera 20 km/h (~ 5 m/s). Il vento ha una velocità inferiore a 5 km/h (~1 Bft, ~ 1,5 m/s) se:

  • il fumo si sposta solo lievemente;
  • le banderuole non si muovono;
  • non si percepisce sul viso.

Trattare soltanto quando il vento o il flusso non è diretto contro l’utilizzatore o verso oggetti protetti.

Temperatura, umidità dell’aria e del fogliame

Le alte temperature e l’aria secca causano l’evaporazione delle gocce di piccole dimensioni. Se l’umidità è troppo elevata, invece, le foglie restano bagnate e la rugiada può provocare il gocciolamento della poltiglia.

  • Una temperatura compresa tra 8 e 25 °C e un’umidità compresa tra il 40 e il 60 % sono da considerarsi ideali.
  • Trattare solo quando il fogliame è asciutto.

Impostazione dei parametri di trattamento

Pressione

Con l’aumento della pressione e la diminuzione delle dimensioni dell’ugello le goccioline diventano più piccole e di conseguenza aumenta il rischio di deriva.

Con l’irroratrice a lancia, tenersi il più vicino possibile alla parete fogliare e ridurre la pressione. In viticoltura, è meglio utilizzare una pressione di circa 20 bar e un ugello di 1,5 mm.

I cannoni pneumatici (per esempio, la testata «getto cannone» della ditta Cima e lo «Speedair 400» della ditta Berthoud) funzionano con una pressione di circa 1,2-2,5 bar. Per gli atomizzatori che montano ugelli, invece, la pressione va impostata secondo le raccomandazioni del produttore degli ugelli.

Dischi di regolazione rotanti

La testata «getto cannone» della ditta Cima è dotata di dischi di regolazione rotanti gialli con diversi fori calibrati e numerati che consentono di utilizzare la macchina a diverse portate di trattamento per ogni valore della pressione di esercizio selezionato.

Dischi di regolazione rotanti sulla testata «getto cannone T.GC (50_55)» della ditta Cima;
Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi

Volume d’acqua e concentrazione

Se il volume d’acqua è elevato la poltiglia può gocciolare dalle foglie. Un volume d’acqua troppo basso, invece, non consente di ottenere una buona copertura fogliare. È quindi molto importante calcolare la quantità ottimale di poltiglia da applicare, ricorrendo per esempio ad Agrometeo.

Per i trattamenti con irroratrici a lancia e cannoni, il dosaggio viene calcolato in funzione degli stadi fenologici della vite, secondo la tabella seguente.

Fonte: adattato a partire dalla guida fitosanitaria per la viticoltura 2023/2024 di Agroscope

Per il calcolo corretto della quantità d’acqua si raccomanda di utilizzare le seguenti fonti di informazioni:

Agrometeo (Agroscope) www.agrometeo.ch > Viticoltura > Dosaggio adatto

Guida fitosanitaria per la viticoltura (Agroscope) www.agroscope.admin.ch > Temi > Produzione vegetale > Viticoltura > Protezione dei vegetali in viticoltura > Raccomandazioni

Manutenzione e controllo delle irroratrici

Un’accurata e regolare manutenzione delle irroratrici garantisce una protezione ottimale delle colture e contribuisce a proteggere la fauna, la flora e le acque superficiali circostanti:

  • Pulire accuratamente l’interno e l’esterno, i setacci, i filtri, gli inserti dei filtri e gli ugelli (se necessario sostituirli).
  • Controllare gli antigoccia, sostituire le guarnizioni.
  • Gli ugelli non devono gocciolare.
  • I tubi non devono essere attorcigliati e non devono presentare abrasioni in cui sia visibile l’inserto in tessuto. Controllare che tubi e raccordi non presentino perdite.
  • Eseguire un controllo del funzionamento.
  • Controllare la portata degli ugelli all’inizio della stagione. Se questa è inferiore o superiore del 10 % rispetto al valore indicato nelle specifiche del produttore, l’ugello deve essere sostituito.

Le irroratrici a presa di forza o semoventi utilizzate per la protezione dei vegetali devono essere controllate almeno una volta ogni tre anni secondo le norme dell’Associazione svizzera per l’attrezzatura e la tecnica agricola (ASETA) da un servizio di controllo riconosciuto, per garantirne il buon funzionamento. L’elenco di tutti i servizi di controllo riconosciuti viene pubblicato annualmente in tedesco e francese (www.agrartechnik.ch > Technik > Spritzentests).

Eccezione: per le irroratrici a lancia è sufficiente un controllo annuale da parte del viticoltore per verificarne il corretto funzionamento.

Pulizia delle irroratrici

Serbatoio dell’acqua di lavaggio; Foto: AGRIDEA, Lucia Bernasconi

Tutte le irroratrici con capacità nominale di oltre 400 l, a eccezione delle irroratrici a lancia, devono essere equipaggiate con un serbatoio d’acqua fisso e un sistema automatico di pulizia interna.

L’interno e l’esterno dell’irroratrice dovrebbero, se possibile, essere puliti immediatamente dopo il trattamento sulla particella appena trattata.

Eventuali tubi fissi istallati nel vigneto devono essere svuotati e risciacquati con cura dopo ogni trattamento. In questo modo si evita anche che vengano corrosi dai prodotti.

Informazioni dettagliate e complete sulle buone pratiche sono disponibili nella scheda tematica di AGRIDEA «Piazza di riempimento e lavaggio per irroratrici – a cosa prestare attenzione?». 

Protezione degli utilizzatori

Quando utilizzano prodotti fitosanitari gli utilizzatori devono proteggersi secondo le istruzioni riportate sull’etichetta o sul foglio illustrativo del prodotto. L’applicazione web «Standard per la protezione dell’utilizzatore» fornisce un supporto nella scelta dei dispositivi di protezione individuale ed è disponibile all’indirizzo url.agridea.ch/dpi. Informazioni dettagliate e complete sulla protezione degli utilizzatori sono disponibili nel «Toolkit Protezione dell’utilizzatore – prodotti fitosanitari» all’indirizzo url.agridea.ch/toolkit.

Irroratrici a lancia Cannoni
Miscelazione della poltiglia e riempimento
Secondo lo «standard per la protezione dell’utilizzatore», l’equipaggiamento standard per la miscelazione della poltiglia è: guanti, grembiule o tuta protettiva, visiera o occhiali di sicurezza aderenti.
Durante il trattamento
Secondo lo «standard per la protezione dell’utilizzatore», è necessario indossare l’equipaggiamento standard: guanti e tuta protettiva. Se possibile, indossare stivali durante il trattamento, poiché sono facili da pulire. Si raccomanda di indossare il cappuccio della tuta protettiva e una visiera o occhiali aderenti per evitare la contaminazione della testa, del collo e del viso. Utilizzare un trattore con cabina di categoria 4 o equivalente, cioè con filtro a tre stadi. Se non si dispone di questa attrezzatura, è necessario indossare i dispositivi di protezione individuale (DPI): guanti e tuta protettiva.

Glossario

Deriva: parte della poltiglia erogata che, per azione del vento, durante il trattamento non viene trasportata sulla superficie da trattare ma su altre superfici non bersaglio.

Oggetti protetti regolamentati: acque superficiali, aree di insediamento e ricreative, biotopi, aree di conservazione della natura e appezzamenti con piante in fiore.

Informazioni complementari e letteratura

Dubuis P.-H., Monod V., Gindro K. (2019) Pulvérisateurs de type gun et canon: étude de littérature sur leur utilisation et les risques spécifiques. Revue suisse Viticulture, Arboriculture, Horticulture : 51(5), 300–305.

Siegfried W., Holliger E., Viret O., Crettenend Y., Mittaz Ch., Antonin Ph. (2000) Applikationstechnik im Weinbau – Teil 1, Wirkstoffbilanzen bei verschiedenen Pflanzenschutzgeräten. Schweizerische Zeitschrift für Obst- und Weinbau : 137(6), 104–107.

Siegfried W., Holliger E. (2000) Applikationstechnik im Weinbau – Teil 2, Helikopter im Vergleich zu Axialsprayer und Überzeilengeräten. Schweizerische Zeitschrift für Obst- und Weinbau : 137(7), 127–130.