La coltivazione dell’avocado – Varietà e portinnesti
Varietà
La situazione varietale dell’avocado è attualmente condizionata dal fatto che il mercato è dominato dalla varietà Hass, un ibrido tra sottospecie messicana e guatemalteca, di tipo fiorale A e buccia scura, che rappresenta il 95% degli avocado commercializzati a livello mondiale1. Questa varietà in Spagna si conserva fino a sei mesi sulla pianta offrendo grande flessibilità agli agricoltori e alla filiera. Inoltre, dopo la raccolta si conserva a lungo ed è quindi adatta all’esportazione su lunga distanza.
Fino agli anni Settanta il mercato era invece dominato dalla varietà a buccia verde Fuerte, anch’esso ibrido tra razza messicana e guatemalteca, ma di tipo fiorale B. Questa varietà è rimasta piuttosto importante in quanto viene spesso utilizzata come impollinatore2.
Il problema della varietà Hass alle nostre latitudini è la sua sensibilità al freddo che la rende per lo più inadatta al nostro clima con eccezioni per le zone più temperate e meglio esposte (p.es. Brissago). Per questo motivo è interessante valutare anche altre varietà più resistenti al freddo. Purtroppo, tra quelle più resistenti, si trovano alcune varietà messicane che non sono ancora presenti in Europa. Questo è dovuto al fatto che, per motivi fitosanitari, l’importazione di piante di Persea dalle Americhe è fondamentalmente vietata (Allegato 5 della OMF-UFAG; RS 916.202.1). L’importazione di materiale vegetale di Persea può essere autorizzata solo per determinati scopi (tra cui ricerca, selezione per la conservazione) e solo a determinate condizioni (art. 37 della OSalV; RS 916.20).
Attualmente, il Paese europeo con la disponibilità maggiore di varietà è la Spagna, in particolare presso l’Istituto di ortofrutticoltura subtropicale e mediterranea “La Mayora” situato a Malaga.
Tabella 1: Descrizione di alcune varietà di avocado.
| Mexicola | Mexicola Grande | Opal (Lila) | Topa Topa | Bacon |
| Messicano Tipo A Scuro Tollera* ca. -7°C | Messicano Tipo A Scuro Tollera* ca. -7°C | Messicano Tipo A Verde Tollera* ca. -6°C | Messicano Tipo A Scuro Tollera* ca. -6°C | Messicano Tipo B Verde Tollera* ca. -4°C |
| Fuerte | Zutano | Pinkerton | Reed | Hass |
| Ibrido Tipo B Verde Tollera* ca. -3°C | Messicano Tipo B Verde Tollera* ca. -3°C | Ibrido Tipo A Scuro Tollera* ca. -2°C | Ibrido Tipo A Verde Tollera* ca. -2°C | Ibrido Tipo A Scuro Tollera* ca. -1°C |
Varietà selezionate o seminali
In una regione climatica marginale come il Ticino, gli avocado ottenuti da seme potrebbero essere adatti per produzioni familiari, hobbistiche o di nicchia. Tuttavia, presentano diversi limiti: la fase giovanile è molto lunga e non è possibile prevedere con certezza il gruppo di fioritura di appartenenza né la precocità. Per le coltivazioni professionali vengono chiaramente impiegate varietà commerciali specifiche, selezionate e propagate per via clonale, al fine di garantire uniformità produttiva e caratteristiche agronomiche note.
In alcune regioni dell’America Latina sono diffusi i cosiddetti avocado “criollos”, ovvero varietà locali coltivate tradizionalmente in un determinato territorio. Queste popolazioni non sono necessariamente propagate clonalmente: è comune che le famiglie piantino i semi dei frutti migliori, conservando nel tempo una notevole variabilità in termini di forma, sapore, epoca di maturazione e adattamento ambientale. Questo approccio è tipico di molte aree del Guatemala e del sud del Messico3.
In un contesto come quello ticinese, una coltivazione basata su seminali o “criollos” potrebbe rappresentare una strategia interessante per hobbisti su piccola scala, poiché consentirebbe nel lungo periodo una selezione progressiva di individui più adattati alle condizioni locali. Si tratta tuttavia di un processo lento, che richiede più generazioni e non garantisce risultati immediati, ma che potrebbe contribuire a una graduale “acclimatazione” della specie.
Portinnesti
L’innesto permette un’entrata in produzione molto più rapida (2-3 anni per avocado innestati vs. 5-10 anni per i seminali). Come portinnesto si possono utilizzare dei portinnesti seminali oppure dei portinnesti clonali. Negli ultimi tempi predominano i portinnesti clonali, che in generale incorporano tolleranza a Phytophthora cinnamomi e buone caratteristiche produttive, anche se il loro prezzo è più elevato a causa del complesso processo di propagazione. Nella tabella seguente sono riportati i vantaggi e gli svantaggi delle due tecniche.
Tabella 2: Vantaggi e svantaggi dell’utilizzo di portinnesti clonali e seminali
| Vantaggi | Svantaggi | |
| Portinnesti seminali Propagazione sessuata; ogni pianta è geneticamente diversa dalla madre e dalle sue sorelle. | • Crescita vigorosa • Apparato radicale profondo con buona esplorazione del terreno • Facili da produrre • Economici e accessibili anche a piccoli coltivatori | • Variabilità tra piante • Produttività non uniforme • Comportamento agronomico imprevedibile • Nessuna garanzia di manifestare i caratteri della pianta madre per i quali è stata selezionata |
| Portinnesti clonali Propagazione vegetativa; piante geneticamente identiche alla madre. Lotti molto uniformi che conservano i caratteri di interesse. | • Uniformità genetica e agronomica con crescita più uniforme, produzione prevedibile, sincronizzazione della fioritura e gestione del frutteto più semplice • identici alla pianta madre selezionata per caratteristiche specifiche come tolleranza a salinità, freddo o siccità o resistenza a malattie del suolo come Phytophthora cinnamomi. | • Processo di propagazione complesso (cfr. figure 1 e 2) • Costo elevato |
Tecniche di propagazione di piante innestate su portinnesti clonali
Per la produzione di piante innestate su portinnesti clonali vi sono diversi metodi: la tecnica del doppio innesto utilizzata dai vivai Brokaw, illustrata nella Figura 1, è tra le più diffuse ma è molto costosa e, siccome la pianta “nutrice” non viene separata del tutto, può verificarsi una forte emissione di polloni. Ciò, associato a una formazione talvolta insufficiente di radici clonali, può determinare in campo una crescita disomogenea e stentata. Per ridurre i costi e separare la pianta “nutrice” ovviando ai problemi descritti è così stato sviluppato il “Micro clonal method”, illustrato nella Figura 24,5. Negli ultimi anni sono state sviluppate ulteriori tecniche in laboratorio che prevedono la “Tissue culture” ma sono tutt’ora poco utilizzate.


Portinnesti clonali più utilizzati
I portinnesti clonali più utilizzati a livello globale non sono stati selezionati per la tolleranza al freddo:
- Duke 7: selezionato in California per la sua medio-buona resistenza a Phytophthora cinnamomi, è stato molto utilizzato nelle coltivazioni commerciali anche per la buona compatibilità con Hass ma viene pian piano rimpiazzato da Dusa®. Dà buone produzioni ed è leggermente più robusto di Dusa® per quanto riguarda il freddo ma ha un’elevata vigoria.
- Dusa®: selezionato in Sudafrica per la sua buona resistenza a Phytophthora cinnamomi, è utilizzato nelle coltivazioni intensive moderne anche per la sua vigoria media-equilibrata, per la buona resistenza alla salinità e per garantire all’innesto raccolti superiori di Duke 76. Questo portinnesto non tollera però il ristagno idrico.
Alcuni portinnesti seminali sono invece p.es. Topa-Topa, (suscettibile sia a Phytophthora cinnamomi, sia alla salinità), Zutano (suscettibile a Phytophthora cinnamomi), Bacon, Mexicola (più tollerante degli altri seminali citati a Phytophthora cinnamomi e al freddo).
Letteratura
- Hernández I, Molina V, Fuentealba C, Alvaro JE, Defilippi BG, Pedreschi R (2023) Do Rootstocks Influence Global Fruit Quality, Postharvest Performance and Metabolite Profiles of Persea americana cv. Hass? Horticulturae. doi: 10.3390/horticulturae9020184 ↩︎
- Grupo Operativo de Innovación del Aguacate. Manual de manejo práctico del Cultivo del Aguacate (link) ↩︎
- Rodríguez-García K, Gutiérrez-Barrientos H, Parada-Berrios F, García-Torres M (2018) Caracterización morfoagronómica in situ de aguacate criollo (Persea americana Miller) y su incidencia en la selección de germoplasma promisorio adaptado a tres departamentos de la zona costera de El Salvador . Revista Agrociencia. Link ↩︎
- Restrepo-Osorio C, Gil-Correal A, Saavedra-Porras S, Cárdenas-Ortiz L, Chamorro-Gutiérrez L, Villanueva-Mejía D (2026) An efficient protocol for clonal propagation of avocado (Persea americana Mill.) rootstocks via etiolation-enhanced micropropagation. Plant Cell, Tissue and Organ Culture. doi: 10.1007/s11240-026-03386-2 ↩︎
- Ernst A (1999) Micro Cloning A Multiple Cloning Technique for Avocados Using Micro Containers. Revista Chapingo Serie Horticultura. Link ↩︎
- De Villiers A, Ernst A (2015) Avocado rotstock research: principals and practises. Link ↩︎
Colophon
Immagine di copertina e figure: Lucia Bernasconi (Agridea)
Si ringraziano tutte le persone che negli ultimi anni hanno permesso ad Agridea di piantare e monitorare piante di avocado nei propri giardini, nonché tutti coloro che ci hanno fornito informazioni.