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Clima Arboricoltura

La coltivazione dell’avocado – Introduzione e biologia della specie

Questa scheda tematica presenta la biologia dell’avocado, evidenziando gli aspetti che possono rappresentare fattori limitanti per la sua coltivazione in Ticino, con particolare riferimento alle condizioni climatiche, alle caratteristiche delle sottospecie e ai processi riproduttivi. Per indicazioni pratiche sulla pianificazione di un impianto si rimanda all’ultima scheda della serie, dedicata agli aspetti colturali.

Indice

La coltivazione dell’avocado – Introduzione e biologia della specie

La coltivazione dell’avocado – Varietà e portinnesti

La coltivazione dell’avocado – Malattie e parassiti principali

La coltivazione dell’avocado – Piantagione e cure

Introduzione

L’avocado (Persea americana) è una specie arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Lauracee ed è oggi considerato uno dei frutti (sub-)tropicali più importanti dal punto di vista economico sul mercato globale: negli ultimi cinque anni la produzione mondiale è aumentata del 30%, superando gli 8 Mt annui 1. Leader mondiale della produzione è il Messico, seguito dalla Colombia, dalla Repubblica Dominicana, dal Perù e dall’Indonesia. Nel bacino mediterraneo Israele è il principale produttore seguito da Spagna, Marocco, Turchia e Francia2. La Spagna, soprattutto le zone costiere di Malaga e Granada, è il principale produttore europeo di avocado e rappresenta circa il 90% della produzione europea, ma copre soltanto il 10% del mercato. Di conseguenza, oltre il 90% degli avocado consumati in Europa viene importato da oltreoceano3.

Negli ultimi 10-15 anni, anche sulle coste tirreniche della Sicilia, grazie all’idoneità climatica e al favorevole andamento del mercato europeo, la coltivazione dell’avocado si sta rapidamente espandendo, in concomitanza con la crisi del mercato degli agrumi. Aziende siciliane di tutte le dimensioni si sono diversificate nella produzione di avocado. Alcune di queste hanno superfici inferiori a 1 ha e la loro produzione è destinata al mercato locale; altre aziende hanno invece sviluppato un marchio unico con l’obiettivo di raggiungere il mercato europeo con un frutto di alta qualità4.

L’avocado è considerato una specie a carattere laurofillo. Questa categoria di specie tollera bene l’ombra, riesce a rinnovarsi sotto la copertura forestale ed è favorita da microclimi caldi e riparati e da ambienti non troppo secchi. Dai primi anni Settanta, nelle zone più miti del Ticino, le laurofille come l’alloro, il lauroceraso, la falsa canfora e la palma di Fortune si sono progressivamente diffuse nei boschi adiacenti parchi e giardini5.

La diffusione di specie laurofille nelle zone più miti del Ticino suggerisce che, con il progressivo aumento delle temperature, anche specie più termofile come l’avocado potrebbero trovare condizioni sempre più favorevoli anche in regioni finora marginali. L’espansione della coltivazione di questo frutto osservata in altri Paesi europei evidenzia inoltre il crescente interesse economico per questa specie. Si può quindi ipotizzare che, anche a sud delle Alpi, l’avocado possa diventare una produzione di nicchia, a complemento di altre colture aziendali.

Biologia della specie

Habitat

Dal punto di vista climatico, la coltivazione dell’avocado è fortemente condizionata dalle basse temperature invernali e, in particolare, il rischio di gelate. Temperature inferiori a 0°C possono danneggiare gemme, foglie, frutti e rami, e rappresentare una minaccia per la sopravvivenza stessa degli alberi, specialmente per quelli giovani. Una soglia minima prudenziale è quella di temperature non inferiori a −4°C. Questa soglia varia in base alla varietà (cf. articolo su varietà e portinnesti) e all’età della pianta. Anche la durata dei periodi di gelo (poche ore, vs. giorni) è molto importante, così come il periodo di ritorno delle temperature minime assolute, perché le piante possono tollerare solo occasionalmente episodi di freddo intenso che causano danni rilevanti, come la perdita dei rami periferici, senza subire un indebolimento che ne provocherebbe la morte.

Anche le alte temperature (> 30°C, ma in modo particolarmente grave > 35°C), soprattutto se accompagnate da venti secchi (umidità relativa < 40%), disponibilità d’acqua limitata e da radiazione solare intensa possono provocare, se si protraggono per più di cinque ore, colpi di calore con effetti molto dannosi, come cascola massiccia di fiori o frutti, oltre a danni a foglie e rami6,7.

L’avocado è considerato una specie con fabbisogno idrico elevato rispetto ad altri fruttiferi8. Una pianta adulta richiede almeno 1000-1300 mm di precipitazioni all’anno. Nei climi caldi il consumo idrico di una pianta in estate può arrivare a 136-220 l/giorno9. Alle nostre latitudini, dove le precipitazioni medie annue si aggirano intorno ai 1800 mm, l’avocado non dovrebbe soffrire la siccità. Potrebbero manifestarsi problemi occasionalmente, durante periodi estivi con prolungata scarsità di precipitazioni associati a temperature elevate, terreni superficiali e all’assenza di irrigazione.

L’avocado tollera poco anche il vento, in particolare se freddo, così come la neve perché, essendo un sempreverde, la neve rischia di rimanere sulle sue foglie col pericolo di bruciarle e di appesantire i rami e rischiando di romperli.

Sottospecie d’interesse agronomico

L’avocado comprende almeno otto sottospecie evolutesi in condizioni diverse e in isolamento geografico. Tre di queste hanno importanza agronomica: la messicana, la guatemalteca e l’antillana1. Dal punto di vista della sensibilità al freddo, la sottospecie messicana potrebbe essere potenzialmente maggiormente adatta al Ticino. Ciò nonostante, la maggior parte delle varietà commerciali è costituita da ibridi.

Tabella 1: Principali caratteristiche delle tre sottospecie di avocado aventi importanza agronomica

Messicana
(P. americana var. drymifolia)
Guatemalteca
(P. americana var. guatemalensis)
Antillana
(P. americana var. americana)
Generalità
Zona di origine
Adattamento climatico
Tolleranza al freddo
 
Zone alte del Messico
Temperato-subtropicale
Buona (-6 fino a -8°C)
Zone alte del Guatemala
Subtropicale
Intermedia (-4 fino a -6°C)
Zone tropicali basse
Tropicale
Bassa (-2 fino a -4°C)
Foglie
Colore dei germogli
Odore di anice
Verde pallido
Normalmente presente
Rossastro
Assente
Verde pallido
Assente
Frutta
Durata dello sviluppo
Spessore della buccia
Contenuto in olii
5-7 mesi
Sottile o molto sottile
Alto
10-18 mesi
Da media a molto spessa
Medio-alto
6-8 mesi
Da sottile a spessa
Basso
Fonte: Adattato da Manual de manejo práctico del Cultivo del Aguacate, Grupo Operativo de Innovación del Aguacate.

Fecondazione e formazione dei frutti

Temperatura

La riproduzione dell’avocado è un processo delicato e, soprattutto in regioni climatiche marginali, può rappresentare un fattore limitante significativo per la produzione. La fase progamica che va dall’impollinazione degli stigmi alla fecondazione degli ovuli è influenzata negativamente dalle basse temperature. Studi condotti in Spagna indicano che le temperature dovrebbero essere superiori a 17°C per 5-8 ore e che l’optimum è a 20-25°C e con elevata umidità relativa7.

In Ticino, a dipendenza dell’andamento stagionale e della precocità varietale, l’avocado fiorisce in aprile-maggio (Figure 1A e 1B). I valori climatologici di Locarno/Monti per il periodo di riferimento 1981-2010 mostrano che la temperatura media in aprile è di 11.8°C e in maggio di 15.8°C con le massime in aprile sui 16.5°C e in maggio sui 20.5°C. Sebbene negli ultimi decenni si sia osservato un aumento delle temperature, queste condizioni possono ancora rappresentare un fattore limitante. Per questo motivo le varietà tardive presentano generalmente minori rischi legati all’impollinazione.

Un riscontro empirico di questo fenomeno emerge dal confronto tra due piante situate a Giubiasco e a Gudo. Entrambe sono state ottenute da seme. La pianta di Giubiasco fiorisce copiosamente da almeno quattro anni nel mese di aprile (Figura 2) ma non ha mai prodotto frutta (assenza di allegagione). Al contrario, la pianta a Gudo fiorisce in maggio (Figura 2) e produce regolarmente una trentina di avocado all’anno.

Tabella 2: Confronto tra le piante di avocado a Gudo e Giubiasco

GiubiascoGudo
VarietàSeminale derivante da genotipi riconducibili alla varietà “Mexicola”Seminale derivante da genotipi riconducibili alla varietà “Fuerte”
Età (anni)8-917-18
Prima fioritura2023 (a ca. 5-6 anni)2022 (a ca. 13-14 anni)
Presenza di piante impollinatriciPresenza di due piante riconducibili alle varietà “Wilma” e “Opal”No
Epoca di fiorituraNella prima metà di aprileTra la fine di aprile e metà maggio
AllegagioneNo
Avocado prodotti all’annoNessunoCa. 30

L’età delle piante potrebbe giocare un ruolo, ma entrambe fioriscono copiosamente da circa lo stesso numero di anni. Il fattore decisivo potrebbe essere la precocità. Se osserviamo le temperature nel periodo di fioritura (aprile per Giubiasco e maggio per Gudo) possiamo osservare che ad aprile ci sono molte meno giornate durante le quali la temperatura rimane sopra i 17°C per 5-8 h rispetto a maggio (Figure 1A e 1B).

Figura 1A: Numero di giorni durante i quali la temperatura è stata > 17°C per 5 e 8 ore. La temperatura è stata registrata a cadenza oraria fino a metà aprile e poi ogni tre ore tramite un piccolo dispositivo elettronico con sensore di temperatura (iButton) attaccato direttamente alla pianta al riparo della luce diretta del sole.
Figura 1B: Numero di giorni durante i quali la temperatura è stata > 17°C per 5 e 8 ore a Gudo. La temperatura è stata registrata a cadenza oraria fino a metà aprile e poi ogni tre ore tramite un piccolo dispositivo elettronico con sensore di temperatura (iButton) attaccato direttamente alla pianta al riparo della luce diretta del sole.
Figura 2: Sviluppo fenologico delle due piante comparate. In alto la pianta di Giubiasco e in basso la pianta di Gudo.

Queste osservazioni suggeriscono che, nelle aree climatiche marginali, sia preferibile coltivare varietà a fioritura tardiva, oltre che più resistenti al gelo. Rimane tuttavia da valutare se tali varietà possano incontrare criticità nella fase di maturazione dei frutti, che avviene nei mesi invernali, con rischio di danni da gelate.

Impollinatori

Nonostante le api non apprezzino particolarmente il polline dell’avocado, l’Apis mellifera è l’insetto impollinatore più utilizzato a livello mondiale nella coltivazione dell’avocado. Studi condotti in spagna hanno dimostrato che all’aumentare del numero di arnie per ettaro cresce anche la percentuale di fiori impollinati7.

Dicogamia proterogina

L’avocado presenta dicogamia proterogina, che favorisce l’impollinazione incrociata. Sebbene i fiori siano ermafroditi, si aprono due volte: la prima volta in fase funzionalmente femminile (stigmi recettivi) quindi si richiudono per riaprirsi il giorno successivo in fase funzionalmente maschile (deiscenza delle antere). Le varietà di avocado sono classificate in due gruppi in base al comportamento fiorale:

  • Tipo A: i fiori si aprono al mattino come femminili e nel pomeriggio del giorno seguente come maschili.
  • Tipo B: i fiori si aprono nel pomeriggio come femminili e la mattina successiva come maschili.

Dal punto di vista teorico, per favorire l’impollinazione è quindi opportuna la presenza di due varietà di tipo diverso che abbiano periodi di fioritura sovrapposti10. Tuttavia, osservazioni condotte in Ticino, così come riportato anche in altri contesti, evidenziano che singole piante possono talvolta produrre frutti anche in assenza di varietà complementari. Questo lascia spazio all’ipotesi che il comportamento A/B non sia rigido, ma che possa essere modulato dal clima e dalla durata del fotoperiodo. In tali condizioni potrebbe verificarsi una sovrapposizione tra le fasi maschile e femminile, sia all’interno dello stesso fiore, sia tra fiori dello stesso individuo o di individui appartenenti allo stesso gruppo. Inoltre, le varietà di tipo B sembrano essere più sensibili alle basse temperature, tanto che i fiori possono aprirsi in fase femminile al tramonto e rimanere aperti fino alla mattina del giorno successivo, entrando in fase maschile solo il quarto giorno del ciclo.

Bassa percentuale di allegagione

Nell’avocado la percentuale dei fiori prodotti che riesce a svilupparsi in frutto è estremamente bassa (< 1%). Ciò è principalmente dovuto alla massiccia caduta di fiori e di giovani frutticini nei due mesi successivi alla fioritura11.

Letteratura

  1. Pérez V, Larranaga N, Alcaraz ML, Hormaza JI (2025) Genotyping and diversity analysis of local avocado landraces in La Palma, Canary Islands. Frontiers in Plant Science. doi: 10.3389/fpls.2025.1572870 ↩︎
  2. Kourgialas N, Dokou Z (2021) Water management and salinity adaptation approaches of Avocado trees: A review for hot-summer Mediterranean climate. Agricultural Water Management. doi: 10.1016/j.agwat.2021.106923. ↩︎
  3. Pedreschi R, Ponce E, Hernández I, Fuentealba C, Urbina A, González-Fernández JJ, Hormaza JI, Campos D, Chirinos R, Aguayo E (2022) Short vs. Long-Distance Avocado Supply Chains: Life Cycle Assessment Impact Associated to Transport and Effect of Fruit Origin and Supply Conditions Chain on Primary and Secondary Metabolites. Foods. 1807. doi:10.3390/foods11121807 ↩︎
  4. Migliore G, Farina V, Tinervia S, Matranga G, Schifani G (2017) Consumer interest towards tropical fruit: factors affecting avocado fruit consumption in Italy. Agric Econ. doi:10.1186/s40100-017-0095-8 ↩︎
  5. Grund K, Conedera M, Schröder H, Walther G-R (2005) The role of fire in the invasion process of evergreen broad-leaved species. Basic and Applied Ecology.
    doi: 10.1016/j.baae.2004.07.005 ↩︎
  6. Tasa M, Badal E, Bonet L, Martínez-Gimeno MA, Pérez-Pérez JG (2025) Shade Nets Improve Gas Exchange and Chlorophyll Fluorescence in Young Avocado Trees Grown Under Mediterranean Conditions. Plants. doi: 10.3390/plants14233550 ↩︎
  7. Grupo Operativo de Innovación del Aguacate. Manual de manejo práctico del Cultivo del Aguacate (link) ↩︎
  8. Carr M (2013) The water relations and irrigation requirement of avocado (Persea americana Mill.): a review. Experimental Agriculture. doi:10.1017/S0014479712001317 ↩︎
  9. Cárceles Rodríguez B, Durán Zuazo VH, Franco Tarifa D, Cuadros Tavira S, Sacristan PC, García-Tejero IF (2023) Irrigation Alternatives for Avocado (Persea americana Mill.) in the Mediterranean Subtropical Region in the Context of Climate Change: A Review. Agriculture. doi: 10.3390/agriculture13051049 ↩︎
  10. Alcaraz ML, Hormaza JI (2009) Selection of potential pollinizers for ‘Hass’ avocado based on flowering time and male-female overlapping. Scientia Horticulturae. doi: 10.1016/j.scienta.2009.02.001. ↩︎
  11. Alcaraz ML, Hormaza JI (2024) Inadequate Pollination Is a Key Factor Determining Low Fruit-to-Flower Ratios in Avocado. Horticulturae. doi: 10.3390/horticulturae10020140 ↩︎
Colophon

Immagine di copertina e figure: Lucia Bernasconi (AGRIDEA)

Si ringraziano tutte le persone che negli ultimi anni hanno permesso ad Agridea di piantare e monitorare piante di avocado nei propri giardini, nonché tutti coloro che ci hanno fornito informazioni.

La coltivazione dell'avocado con uno sguardo al Ticino

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